L'11 febbraio scorso nella sede dell'IED di Cagliari si è svolto, in concomitanza con altre quattordici città del mondo, il World IA Day 2012, la giornata mondiale dell'Architettura dell'Informazione.
Non è facile partecipare ad una giornata per addetti ai lavori che parlano un linguaggio tecnico. Eppure zigzagando fra termini per i quali mi mancano i relativi file di contenuto, tipo, smart things, interaction design, tagging, seo strategy... giusto per citarne alcuni, scopro un mondo che forse non è poi così enigmatico.
Si parla di architecture information e user experience e all'inizio tutto è avvolto da una nebbia densa e impenetrabile. Prendo appunti per disciplinare la mia attenzione. A fine giornata scoprirò di aver scritto ben dieci pagine fitte fitte. Mentre Cristiano Siri procede con la sua presentazione, le cose diventano sempre più comprensibili e tutto diventa finalmente nitido. Fondamentale la capacità comunicativa di questo “facilitatore” che nella vita è un user experience designer...lo aggiungo alla lista!
Alcuni concetti risultano fondamentali per imbastire l'informazione e tra questi non si può prescindere dal contesto in cui si opera per porter rendere la stessa visibile, fruibile e agevole per l'utente con cui ci si relaziona. Perciò si palesa la necessità di procedere sempre con ordine, razionalizzando, definendo e inquadrando con assoluta chiarezza qual è lo scopo per il quale ci si adopera.
Se l'obiettivo è chiaro allora ci si potrà muovere tra strategia e fattibilità facendo di tutto per rendere comprensibile l'incomprensibile.
Ecco allora che arriviamo ad un esempio illuminante: esiste un sito dedicato al make up che dà per scontato che solo le donne debbano fruirne. Si, perché loro conoscono il mondo del blush, dell'eyeliner e del gloss, ma gli uomini? Forse no. E così c'è chi ha pensato di rendere più facile la loro scelta, nel caso volessero fare un regalo, semplificando il tutto in argomenti quali “cose per la faccia”, “cose per gli occhi” e “cose per le labbra”.
Sembra facile e deve esserlo anche se, per arrivare alle cose semplici, talvolta la strada è contorta perché necessita del coordinamento di risorse molteplici ed energie congiunte che vanno organizzate e coordinate per farle convergere in modo fluido, sinergico appunto.
Scopro così che l'informazione non è solo meccanica ma architettura di tanti sistemi che si innestano come una comunità che attinge ad una risorsa e deve poterlo fare in modo semplice ed efficace traendo il massimo vantaggio, perché le cose che si progettano devono migliorare la nostra vita.
A fine giornata raggiungo una nuova consapevolezza e il mio pensiero è un ringraziamento per tutti coloro che, ogni giorno, lavorano pensando a quanto debba essere più semplice la mia vita nei gesti di una quotidianità che, ad altri livelli, non è sempre facile da affrontare.